domenica 2 aprile 2017

Am's Magic Box #6

Buona domenica, Bellissimi! Vi ho mai detto quanto ami le frasi motivazionali o ispiratrici? Credo proprio che mi sia già sfuggito. Comunque, tranquilli, lo considero un guilty pleasure e cercherò di non ammorbare nessuno condividendole.

E poi c’è Vale. Mi sono resa conto che, poiché la Box esce di prima mattina o comunque presto, lo scorso weekend non ho affatto festeggiato la sorpresa di trovare un Valentino Rossi tra i primi tre nel primo gp della stagione. Mi sarebbe piaciuta una replica del podio tricolore di Qatar 2015, ma è stata una bella soddisfazione lo stesso.

Non so se sia l’ora persa lo scorso weekend o il cambio di stagione, ma questa settimana svegliarsi è stato particolarmente difficile, quasi impossibile. L'avete notata anche voi a fastidiosa abitudine delle sveglie di suonare sempre quando è arrivata la fase del riposo? Che tempismo.
Questa osservazione mi ha fatto venire in mente il ragazzo che, l’altro giorno, dormiva sul treno in una posizione curiosa. Mi sono ritrovata a pensare che solo un tipo come lui, neanche lo conoscessi, poteva trovarla comoda e che senza dubbio meritava di dormire tra le braccia di qualcuno che lo amasse.
E poi la sua sveglia ha suonato. Ci credereste che ha la mia stessa suoneria? Forse è quella di default. Dovrei controllare.

Parole a Van Vera. Parole a vanvera, come quelle che raccolgo nella Box. A volte ho il sospetto che potrei scrivere qualunque cosa e non ci sarebbe posto migliore per tenerla "al sicuro". Ma non era questo ciò a cui pensavo. A dire la verità, stavo pensando a un brano di un'antologia, Parlare a Van Vera. Chissà da quale libro viene, ma mi è rimasto così impresso che ci penso frequentemente. È uno di quei ricordi che rimangono in superficie.

Mentre, senza alcuna voglia, andavo a lezione venerdì e camminavo come un automa, mi sono chiesta quante volte percorriamo una strada senza alcun desiderio di farlo, ma solo perché dobbiamo. Nessun pentimento, sia chiaro, ma credo che sarebbe effettivamente bello non avere certi limiti: poter scegliere di sdraiarsi al sole perché ci va o di restare a letto, di studiare anche, ma liberi.
Da qui sono finita a pensare alle mie scelte universitarie. A oggi, di nuovo, non mi pento di aver scelto secondo i miei interessi e desideri, a prescindere dalle possibilità di impiego futuro. E non so, mi sento orgogliosa e felice di seguire i miei sogni nonostante tutto.

La missione della mia settimana è stata mettere in ordine (per l’ennesima volta): riordinare non è mai stato così difficile. Ovviamente esagero, ma a un anno e mezzo dal trasloco stento ancora a dare una collocazione definitiva alle cose. Ma come, direte, proprio più che hai letto il libro della Kondo, che sostieni che ti abbia cambiato la vita? Sì, proprio io. È meno assurdo di quel che sembra. Al di là del fatto che eliminare proprio tutto non si può, ma la Kondo dà solo linee guida e mica sono sufficienti ad arredare e immaginare gli spazi. Ecco. E poi io voglio almeno due cornici a giorno per la mia frase guida e per un manifesto, almeno uno. Rimane da scegliere quale.

Ieri ero al telefono con Angharad: ci dovevamo vedere e stavamo accordandoci sul punto di ritrovo. Be’, ho scoperto che gesticolo anche al telefono come se dall’altra parte mi si potesse vedere e la mia mano, braccio o testa in movimento riuscissero a trasmettere senso anche alle parole.

Avevo pensato di chiudere la Box rispondendo a una domanda: cosa chiedo dal nuovo mese? Ora, su due piedi, mi manca la risposta e butto lì, ma non troppo, la realizzazione di almeno un paio di quei millanta progetti che ho.

Voi cosa chiedete da aprile?

Aspetto le vostre risposte e vi auguro, come sempre, una bella domenica.

Amaranth

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