domenica 11 giugno 2017

Ebook vs cartaceo: l’eterna lotta

Tranquilli, non ho alcuna intenzione di proporre il noioso e superato evergreen degli ultimi decenni chiedendomi e chiedendovi se sia meglio un libro cartaceo o digitale. Non prendetevela, ma quando mi imbatto in sondaggi che ancora indagano le preferenze, cercando di capire se sia meglio un digitale o un cartaceo, mi prende lo sconforto e mi parte anche un leggero tic. E il tic potrebbe essere del tutto immaginario.
Perciò, non mi interessa contare le mani alzate di chi ha scoperto la pregevole leggerezza dell’e-reader e non ho voglia di elencare gli insuperabili pregi di un libro in formato cartaceo, con il suo peso rassicurante e il profumo della carta. Random news: a qualcuno non piace. Ci credereste?
Al di là della materialità, delle preferenze personali (de gustibus!) e dell’indifferenza, però, vorrei condividere e possibilmente sviluppare alcune considerazioni.

un libro è un libro

In primo luogo, un libro è un libro.

E un libro è quanto acquistiamo quando scegliamo di comprare un ebook piuttosto che un cartaceo. In linea teorica i contenuti sono i medesimi: stessa storia, stesso autore, stesse parole; a separare i due formati sono i limiti e i vantaggi peculiari di ciascuno.
Tuttavia, l’immaterialità ci spinge a ritenere che l’ebook valga molto poco. Eppure se pensiamo al valore culturale (e uso il termine nella più ampia accezione possibile), ai testi e alle informazioni a cui possiamo accedere, dobbiamo riconoscere che i due prodotti sono pressoché equiparabili.

Perché l’ebook dovrebbe costare meno?

Mediamente il prezzo di copertina di un’edizione cartacea oscilla tra i 17 e i 20 euro. Ormai non ci stupiamo più. Al contrario, ci fanno specie 3 euro per un ebook e non commentiamo le reazioni davanti ai 9 o più euro. Io per prima ne sono infastidita e io per prima, forse, sbaglio prospettiva.

Stabilita sotto il profilo culturale l’uguaglianza tra formato cartaceo e formato ebook, rimane il fatto innegabile che all’edizione digitale manca la carta. In entrambi i casi, infatti, la filiera produttrice discende ugualmente dall’autore, incontrando idealmente le stesse fasi di valutazione, editing e correzione, nonché impaginazione. Il percorso si biforca laddove l’ebook elude i costi di stampa e distribuzione e torna a condividere l’eventuale promozione.
Proprio questa differenza contribuisce a far pensare che ci debbano essere evidenti differenze di prezzo e che l’acquisto di un libro digitale si traduca di fatto in un risparmio di una certa entità. Ma sappiamo che non sempre è così. Perché?
Torniamo ai processi che portano il libro sul mercato. Tra le voci che hanno un maggior impatto per un editore vi è la distribuzione, che rappresenta circa il 60% della spesa.
I numeri mi mettono in difficoltà, ma potremmo pensare che un libro cartaceo valga circa il 60% in più rispetto a un ebook. Bisogna considerare, però, che gli store trattengono in media il 30% sul prezzo dell’ebook: considerando che il libro digitale è, di solito, venduto a cifre più basse rispetto al cartaceo, è semplice intuire che gli incassi sono proporzionalmente inferiori.
Dal punto di vista dell’editore, nel passaggio da cartaceo a digitale, il risparmio per copia è quindi modesto, se non misero. Non essendo consistente la disparità dei costi complessivi di produzione, non può essere notevole la differenza di prezzo tra i due formati.

l'ebook non è uguale al cartaceo

Qualche ragione per cui l’ebook non è uguale al cartaceo

L’ebook non deve essere uguale. L’ebook, così come lo conosciamo, non è molto diverso da un pdf e anche sui dispositivi di lettura si riduce a essere un documento che scorre su schermo.
Questo aspetto ci porta a riconsiderare anche le precedenti riflessioni sui costi di produzione. Se il documento che possiamo leggere sul nostro e-reader non è poi così diverso dal documento stampato, il legittimo sospetto è che l’ebook non sia creato come prodotto a sé e che i costi di realizzazione si riducano notevolmente. Ammetto che è un punto su cui non ho alcuna prova e che, pertanto, riduco a mera provocazione.
Mi preme piuttosto soffermarmi sul potenziale non sfruttato del libro digitale. L’attuale tecnologia, infatti, ci permetterebbe di vivere un’esperienza per certi aspetti più ricca: per esempio, potrebbe essere possibile ascoltare i brani musicali citati nel romanzo. Ma le possibilità sono moltissime, soprattutto pensando a testi scolastici, manuali e libri per l’infanzia: immaginate di poter osservare direttamente su video, senza abbandonare l’ebook, le istruzioni descritte nel testo. Quanto sarebbe comodo, nello studio di una lingua, ascoltare la pronuncia di una parola o di un brano proprio mentre lo si sta leggendo?
Gli ebook arricchiti, così come sono definiti, incontrano molte resistenze e certamente appare meno utile la loro applicazione alla narrativa. Io sono convinta che siano molto interessanti e che rappresentino una prospettiva accattivante per il futuro. Tuttavia, mi sembra ovvio che la progettazione di un libro del genere comporti un aumento dei costi e sarebbe giustificato il prezzo al pari di un’edizione cartacea particolarmente bella.

un ebook è per sempre L’ebook è per sempre? Accantonate le visioni catastrofiste in cui immaginate che un giorno ci sveglieremo senza Web, vorrei poter affermare che idealmente, o almeno finché i cloud esisteranno, potremo accedere ai nostri libri digitali per sempre. Purtroppo non è così.
Sappiamo bene che i dispositivi tecnologici, dal pc allo smartphone, invecchiano molto rapidamente, ma tendiamo a dimenticare che anche i software e i formati diventano obsoleti. Quindi dobbiamo chiederci che fine faranno i libri da noi acquistati quando e se i nuovi dispositivi non saranno più in grado di leggerli. Ci sarà data la possibilità di sostituirli nei formati più attuali? La risposta è ovviamente no: nessuno ha rimpiazzato le videocassette della Disney quando sono arrivati i DVD e i Blu-Ray e i videoregistratori hanno tirato le cuoia senza emettere un lamento. Eppure voi avevate comprato il rettangolo di plastica con il nastro all’interno o il film? Comprate i bit o i libri?
Specifico che so bene che anche i supporti hanno un costo, ma il caso degli ebook mi sembra particolare e controverso, molto più dell’esempio disneyano che ho usato per chiarire il mio quesito.
Sebbene questa riflessione si rivolga a un futuro ipotetico, i formati rappresentano un problema più attuale e concreto.
L’attuale standard per gli ebook è epub ed è adottato dalla maggioranza delle case editrici e degli store. Tuttavia, gli ebook venduti su Amazon sono in formato azw3 che risulta incompatibile con e-reader diversi da Kindle. D’altra parte lo stesso Kindle, con l’eccezione dei Kindle Fire HD e HDX, non supporta epub.
Già così le difficoltà per i lettori sono considerevoli, soprattutto se l’ebook è protetto da DRM.
Le ragioni dell’introduzione di un formato proprietario sono evidenti, dal momento che Amazon è una piattaforma molto ricca e rappresenta un punto di riferimento tra gli store online.
In ogni caso, tutti i lettori digitali sanno come cavarsela: o si affidano a Kindle fin dalla scelta del dispositivo di lettura, o optano per altri, validi e-reader acquistando gli ebook su altri store.
Eppure una domanda fastidiosa mi frulla nella testa: e se Amazon un giorno fallisse, che fine farebbero gli ebook?

Sono consapevole di non aver portato contenuti del tutto nuovi e di non aver esaurito l’argomento efficacemente, ma avevo bisogno di dire la mia sull’eterna contrapposizione tra libro cartaceo e digitale. Credo che, nel 2017, l’assidua ricerca della superiorità dell’uno sull’altro sia obsoleta. Ebook e libri cartacei non sono nemici e i primi non minacciano in alcun modo l’esistenza dei secondi. Che sollievo, eh?
Piuttosto, sarebbe ora di rispondere a questa domanda:

ma gli ebook vanno in paradiso?

Amaranth

8 commenti:

  1. La questione dei formati sembra simile a quella dei videogiochi, con dubbi sulla retrocompatibilità delle console inclusi. Alla fine un modo per risolvere si troverà, magari conservando il vecchio e-reader :)
    Per il resto considero i due formati identici anche se l'e-book in certi casi è più comodo (vedo Guerra e Pace: col kindle finalmente saprò cosa si dicono quando parlano in francese e le note sono molto più facili da raggiungere)

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    1. Sì, in effetti, parlandone con Angharad, mi aveva fatto notare la somiglianza tra i casi. Mi auguro che la soluzione sia un po' più favorevole della conservazione del vecchio dispositivo, dato che comunque hanno una certa durata.
      È esattamente questo il punto: ogni formato al suo lato positivo (peso e agilità nella consultazione delle note in testa!)

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    2. Parli con una che ha ancora la vecchia ps1, conservare un e-reader per me è niente XD
      Personalmente trovo che i vantaggi del cartaceo si trovino più che altro nella "vita" del libro oltre me: li posso prestare e/o rivendere, gli e-book no (o se c'è il modo non l'ho trovato :P). Diciamo che hanno la possibilità di appartenere alla comunità, laddove in formato elettronico sono miei punto.

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    3. Credo che tu debba diffondere i segreti della "conservazione". Io sono già al secondo e-reader: al precedente sono scoppiati i cristalli.
      Penso che il prestito dell'ebook (la rivendita ha il limite della copia multipla) possa essere superato in futuro, non appena si supereranno certe paure e pregiudizi. D'altra parte esiste il servizio bibliotecario MLOL che, grazie ad accordi con le case editrici, permette il prestito degli ebook per tempi limitati; insomma, c'è speranza.

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    4. Le console sono praticamente l'unica cosa che riesco a conservare, mentre per gli e-reader sono al secondo e sto valutando il terzo: il primo è morto dopo che il gatto (un peso piuma di otto chili) ci è saltato sopra beccando la combinazione pressione-angolazione perfetta per distruggere lo schermo, a quello attuale è partita la batteria e si scarica anche da spento -.-
      Cmq niente batterà i flipback come tentativo di opporsi agli e-book: quando ci penso rido ancora XD

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    5. I flipback causano ancora la mia ilarità X°D Sono spariti dalla circolazione, vero?
      p.s. Mi batti: tra la precisione del gatto e batteria, credo che tu abbia avuto un po' di sfortune XD

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  2. Gli ebook di Amazon possono essere convertiti (come non l'ho mai capito ahahah), quindi immagino non ci saranno troppi problemi, nel caso in cui dovessero "scomparire" XD
    La riflessione che hai fatto è molto interessante. Ebook e Cartaceo hanno entrambi dei vantaggi e degli svantaggi. Io in alcuni periodi preferisco l'ebook, in altri il cartaceo. E l'ebook, diamine, non è uguale al cartaceo. 10€ sono un furto. Parlo da persona che nell'ultimo anno e mezzo ha avuto spesso a che fare con le tipografie e le stampe, quindi capisco benissimo il prezzo elevato di un cartaceo, ma di un ebook? Boh
    E sarebbe carino adottare gli ebook scolastici "interattivi", anche se secondo me sarebbe meglio unire l'esperienza del libro cartaceo a quello digitale. Gran parte delle case editrici lo fanno, però quando andavo al quarto-quinto liceo non approfondivamo con i contenuti digitali, come penso non lo facciano nemmeno alle elementari e superiori. Tecnicamente gli studenti dovrebbero approfondire a casa, ma si sa che la pigrizia ha la meglio XD

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    1. Sì, ci sono sistemi per aggirare il DRM che è quanto impedisce normalmente le conversioni, ma non è esattamente legale farlo per questo ho evitato di parlarne. Immagino che davanti alla scomparsa del Colosso sia invece accettabile farlo.
      Ecco, il problema dei costi rimane stringente: o l'ebook inizia a offrire qualcosa di più rispetto a un documento da scorrere su schermo oppure rimane difficile comprendere perché si arrivi ai € 10. Quando va bene.
      Come dicevo, però, non sembra che il cartaceo costi all'editore molto di più rispetto all'ebook e, se questo è vero, allora la questione prezzi rimane aperta.
      A livello scolastico non si può prescindere dal cartaceo, ma non ridurrei il digitale a un approfondimento. Dovrebbero essere integrati in qualche modo, ma credo che i tempi non siano ancora maturi... E di certo, non si può fare affidamento sulla buona volontà di uno studente senza indirizzarlo adeguatamente.
      p.s. Grazie per essere intervenuta!

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