venerdì 3 novembre 2017

Carry On

Recensione di Carry On di Rainbow Rowell

Rainbow Rowell

Carry On è indissolubilmente legato ad altri due titoli: Fangirl, romanzo della Rowell senza il quale questo non sarebbe mai stato scritto, e Harry Potter per i chiari riferimenti che la storia di Simon Snow contiene.
Spesso, forse ingannati dal fatto che riprende il titolo della fanfiction di maggior successo di Cath, la protagonista di Fangirl, si pensa che Carry On sia una fanfiction (dell’autrice o, peggio, di Cath). In una nota* alla fine del libro è la stessa Rowell a chiarirlo: questo è il suo romanzo. In effetti Simon Snow compare per la prima volta in Fangirl come personaggio principale della serie di Gemma T. Leslie, di cui Cath è fan. Tuttavia, nasce dalla penna della Rowell, è un suo personaggio e a lui è dedicato Carry On.
Un’ultima cosa: non è necessario aver letto Fangirl per apprezzare Carry On.

cover italiana Carry On Rainbow Rowell

Titolo: Carry On
Titolo originale: Carry On
Autore: Rainbow Rowell
Traduttore: Federica Merani
Prima edizione italiana: Piemme - 21 marzo 2017
Prima edizione: St. Martin's Griffin - 6 ottobre 2015
Pagine: 540
Prezzo: cartaceo - € 17,00; ebook - € 6,99
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«un tedio insidioso, un’ordinarietà che ti si insinua nell’anima»

Per Simon il ritorno a Watford dopo l’estate significa ritornare a casa. Forse è perché una casa non l’ha mai avuta, forse perché a Watford ha trovato quanto di più simile a una famiglia. Forse perché Watford gli ha dato un ruolo. Infatti Simon è il Prescelto, il potente dei potenti che salverà il mondo degli Arcimaghi. Esiste persino una profezia su di lui.
È l’anno del diploma per Simon, l’ultimo a Watford e il tempo stringe: la minaccia del Tedio si fa sempre più pressante e le Antiche Famiglie sembrano pronte a rovesciare la Congrega e il governo del Sommo Arcimago. Ma i pensieri di Simon sono concentrati su un’altra questione: Baz, il suo compagno di stanza, non è ritornato a Watford e questo non può che voler dire che sta tramando qualcosa.

Se rapissi Simon e lo tenessi al sicuro…
Dubito che esisterebbe ancora un mondo magico degli arcimaghi a cui fare ritorno.

Carry On è il tipico romanzo di Rainbow Rowell, sebbene la tentazione di affermare il contrario, dopo aver ricostruito la trama, sia forte. Non voglio dire che la Rowell riproponga sempre i soliti schemi; è piuttosto un’autrice che ama esplorare aspetti diversi e diverse tipologie di relazioni umane. Nonostante la magia e l’ambientazione inglese, Carry On non fa eccezione.
La Rowell non ha bisogno di raccontare esplicitamente le inclinazioni dell’uno o dell’altro personaggio: sono i gesti, le scelte a tratteggiarne il carattere. Il talento, il tratto inconfondibile della Rowell sta proprio in questa abilità. I suoi personaggi, se non in rari casi, non si soffermano ad autopsicoanalizzarsi, vivono, agiscono.
Tuttavia, l’autrice non rinuncia a sorridere dei loro limiti, in particolare di quelli del protagonista. Per dirne una, Simon non pensa e lui stesso lo riconosce con una certa franchezza. Di fronte al pericolo, alle minacce, lui si fa avanti e le affronta non perché sappia come farlo, ma perché deve.
Simon è, per certi aspetti, il negativo di Harry: è una sua eco, una versione sbeccata. Mentre Harry, pur non eccellendo, con la magia se la cava sempre, Simon non riesce a servirsi della sua bacchetta e a far funzionare gli incantesimi più semplici. D’altra parte Harry non è il più potente mago della storia magica, Simon Snow, invece, è il più potente degli Arcimaghi e la sua magia è incredibile.
In Carry On la magia è un sottile strato che avvolge il pianeta insieme all’atmosfera. Gli arcimaghi riescono a incanalarla attraverso parole ed espressioni diventate potenti attraverso l’uso. Per questa ragione le formule magiche a disposizione di un arcimago si espandono con la sua conoscenza delle lingue, ma è fondamentale che ne capisca davvero il significato. Il particolare meccanismo che la Rowell conferisce alla magia fa sì che il mondo magico esista solo grazie al mondo dei Normali, che determina la scoperta e la sopravvivenza delle formule più sorprendenti e potenti.

cover americana Carry On Rainbow Rowell

Carry On diventa, quindi, una metafora sul potere delle parole e l’occasione per rinsaldare il legame tra due mondi che sono spesso immaginati come separati. La magia, in fondo, nasce proprio laddove sembra non ci sia.
Nella originale rielaborazione della Rowell trovano spazio numerosi riferimenti a Hogwarts, come il Crogiolo che ha abbinato Simon e Baz affinché siano compagni di stanza, forse cogliendo tra i due il legame che li rende nemici. Fin dal primo anno, infatti, Baz non ha perso occasione per attentare alla vita di Snow o almeno rendergliela più movimentata.
Entrambi sanno che, prima o poi, arriverà il momento in cui l’uno determinerà la fine dell’altro, ma la convivenza forzata all’interno della scuola ha creato tra loro una familiarità in cui segretamente trovano conforto.


Snow si lamenta ancora e si volta di nuovo sul fianco.
Finalmente sono a casa.
E mi addormento.


Benché sia la nemesi di Simon Snow e non si possa fare a meno di tenere per il protagonista, Baz è in assoluto il mio preferito. Vedrete, avrete buone ragioni per amarlo anche per il ghigno malefico.
Naturalmente ho adorato anche Penelope, la migliore amica di Simon. Credo che sia impossibile non prenderla in simpatia anche solo per l’affetto profondo che prova per lui, ma Penny merita ammirazione anche per la sua mente brillante.
Al contrario non ho potuto soffrire Agatha. La sua è sicuramente una posizione inedita rispetto al mondo magico, nel quale si sente fuori posto, e alla magia, verso la quale non nutre alcun interesse. Ma, benché si riesca a comprendere almeno in parte il forte sentimento di disagio che prova la ragazza, l’ho trovata una lamentosa palla al piede.
Avrete notato che ho lasciato in disparte gli eventi principali del romanzo: la battaglia contro il Tedio Insidioso e gli scontri politici tra la Congrega dell’Arcimago e le Antiche Famiglie. D’altra parte la dimensione fantasy è del tutto secondaria e, per quanto alcuni aspetti siano molto accurati, non si può negare che altri siano poco sviluppati perché il romanzo possa rivendicare l’appartenenza al genere.
Come ho già detto, ha tutt’altro rilievo il versante sentimentale. È quello che mi ha trascinata nella lettura fino a impedirmi di chiudere il libro. Carry On è un libro così bello che potrei continuare a scriverne per ore, ma mi fermo prima di trasformare questa recensione in un trattato. Un altro romanzo di Rainbow Rowell che consiglio a chi ha voglia di romanticismo con un giusto pizzico di magia e adrenalina.

Il mio voto

4 specchi e mezzo


Amaranth

*La nota della Rowell è molto più chiara ed efficace della mia ingarbugliata spiegazione: ragione in più per leggere questo romanzo.

5 commenti:

  1. Ho letto solo Carry on di Eaibow Rowell quindi non conosco bene il suo modo di intrecciare storie di altro genere, ma quello che mi è piaciuto di più di questo romanzo sono stati senz'altro i personaggi e le dinamiche che si creano tra di loro, mentre l'elemento magico è rimasto decisamente in secondo piano.

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    1. Se la resa delle dinamiche relazionali è l'aspetto che ti è piaciuto di più, penso proprio che potrebbero piacerti anche gli altri suoi romanzi. Tra loro sono molto diversi e toccano momenti della vita diversi, ma sono sinceramente convinta che la Rowell sappia renderli davvero bene.

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  2. L'ho letto in inglese (ma preso pure in italiano per l'autografo), e mi è piaciuto tantissimo; anche se alla presentazione avevo la tentazione fortissima di dire a tutti che no, non è il primo fantasy con protagonisti gay, leggete la Flewelling, perchè a quanto pare se non ho sempre qualcosa da ridire non sono felice X°°°°D.
    Il mio unico problema risale appunto a Fangirl: non importa quanto la Rowell abbia spiegato che è un libro "vero" e che i personaggi sono suoi... io non sono riuscita a togliermi dalla testa che fosse la fanfiction di Cath ç_ç
    Secondo me è meglio leggerlo prima di Fangirl.

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    1. Anche se magari la situazione della presentazione non te lo permetteva, hai tutte le ragioni di ribadire che ci sono dei precedenti. U_U Sì, anch'io tendo ad avere sempre da ridire.
      Comunque capisco la difficoltà di slegare e scindere i due Carry On e leggere questo libro prima di Fangirl può essere un buon consiglio. Quando leggo affermazioni come "Carry On è la fanfiction di Cath", però, non riesco a non infastidirmi per l'informazione falsa che viene diffusa. ^_^''

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    2. Io ero messa così male che non solo lo consideravo la fanfiction di Cath, ma a tratti mi chiedevo come fosse la "vera" storia di Simon e Baz.
      Credo che Fangirl mi abbia coinvolta un pochino troppo.

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