mercoledì 20 settembre 2017

Nati due volte - L'età del vino e del ferro

Recensione di Nati due volte – L'età del vino e del ferro di Laura MacLem

Laura MacLem

Buongiorno, Bellissimi!
Oggi vi parlo di L'età del vino e del ferro di Laura MacLem, secondo volume del dittico Nati due volte, che ho avuto il piacere di leggere in anteprima (e ringrazio enormemente l'autrice per questa occasione) e di potervelo presentare proprio in occasione della sua uscita.
Domenica vi ho parlato del primo romanzo (trovate qui la recensione), cercherò anche in questo caso di non fare spoiler, tuttavia almeno all'inizio dovrò accennare alla conclusione del primo, quindi se non volete leggere nulla in merito saltate la parte incriminata cliccando qui (anche se, se ricordate il mito, non è davvero uno spoiler).



Titolo: Nati due volte - L'età del vino e del ferro
Autore: Laura MacLem
Prima edizione: 20 settembre 2017
Pagine: 432
Prezzo: ebook - €3,99; cartaceo - in arrivo
Link d'acquisto



“Se tutte le scelte sono sbagliate, Arianna, devi porre a te stessa un'unica domanda: quale errore puoi sopportare di compiere?”

L'età del bronzo e del miele si chiude con l'evento scatenante la guerra tra Atene e Creta: l'uccisione del principe ereditario Androgeo da parte degli ateniesi, che hanno così violato la legge dell'ospitalità, cara anche agli dèi.
E così L'età del vino e del ferro si apre con il lutto di Creta e l'inizio delle ostilità.

Incontrai gli occhi del padre, e perciò vidi. Non vidi nulla di tutto ciò che viene tramandato nel mito, né odio né vendetta, non rabbia e neppure orgoglio reale da vendicare: vidi un ricordo. C'era Androgeo in quel ricordo […].


Questo è il romanzo in cui sono presenti gli avvenimenti del mito conosciuti ai più: la guerra, la sconfitta di Atene, l'invio dei tributi ateniesi a Creta, il Minotauro e la sua uccisione da parte di Teseo.
L'abilità dell'autrice sta nel dare una nuova prospettiva a eventi già noti; non se ne allontana, non li rivoluziona completamente, ne dà una rilettura coerente per tutto il romanzo. La MacLem intreccia e sbroglia gli eventi con maestria e ci guida alla scoperta della storia di Arianna.
È un romanzo cupo, rispetto al primo, che artiglia lo stomaco e non lo lascia più andare, in cui anche il lieto fine di Arianna è accompagnato da una nota di maliconia, da un nodo che mai abbandona:

A quelle parole sentii in gola un nodo arrugginito, che, già lo sapevo, sarebbe rimasto sempre lì. Il più delle volte sarei stata troppo impegnata per accorgermene, oppure avrei avuto ragioni di essere felice che l'avrebbero temporaneamente coperto; ma sarebbe comunque arrivato il momento, quando la notte moriva e le stelle brillavano sopra di me, mentre giacevo insonne, in cui saremmo stati solo noi due io e quel nodo rugginoso di dolore. Sarebbe sempre rimasto.
Anche adesso c'è.

Non manca certo la felicità, ma è una felicità duramente guadagnata per Arianna, e anche per il lettore. È un volume che, se possibile, ho anche amato più del primo, nonostante sia più doloroso e sofferto. I due romanzi sono contrapposti un po' come lo sono l'adolescenza e l'età adulta: se il primo è caratterizzato da una spensieratezza, ancora un po' infantile, che gradualmente si riduce all'avvicinarsi delle conseguenze degli eventi messi in moto, il secondo è ormai pregno di una consapevolezza inevitabile e di ostacoli da affrontare per Arianna.
Arianna è la principessa di Cnosso e la Signora del Labirinto, e come tale ha doveri e incombenze cui deve far fronte. Ma è anche una donna innamorata abbandonata dal suo sposo, e anche se è un abbadono dettato dalla volontà di proteggerla, l'ha ferita ugualmente.
Ho trovato splendida l'evoluzione di Arianna, da fanciulla orgogliosa e inconsapevole, a donna forte e in grado di tenere testa persino agli dèi.
E ho apprezzato anche come è stato sviluppato il suo rapporto con Dioniso: in questo romanzo il dio è lontano e meno presente fisicamente, ma è nei pensieri di Arianna e in ciò che sta provocando nel mondo nel tentativo, riuscito, di affermare il suo culto. Dioniso non se ne vai mai del tutto, anche se lo rivediamo davvero solamente negli ultimi capitoli.
Devo dirlo, è una coppia che è entrata nel mio cuore senza alcuna fatica. Sono due personaggi a cui è stata data un'evoluzione ben studiata e una strada da percorrere non semplice. E ciò che li lega è qualcosa che mi ha fatta innamorare.

A proposito di amore, vogliamo parlare del mio amore per Asterione? Su, parliamo di come sia stata crudele l'autrice nel farmelo amare pur sapendo che avrebbe avuto un destino non sofferto, di più. My poor baby.
È un personaggio che ha un percorso travagliato, e il cui destino è profondamente intrecciato a quello di Aridela (così chiama la sua sorella minore). Asterione non è solo un fratello per Arianna, è stato anche un padre, quando Minosse come re non poteva esserlo, la protegge sempre e comuque. E come viene ripagato? Col dolore. Insomma, è uno di quei personaggi in cui si incarna il Mai 'na gioia.
E parliamo invece di chi si merita il Mai 'na gioia più potente che ci sia? Teseo e Piritoo per fare due nomi a caso? Eh? Ne parliamo?
Sì, non l'ho superata. Succede. D'altronde mica potevo rimanere troppo seria per tutto il tempo, un po' di degenero ci doveva essere.

Tornando seri (ma lo ero anche prima, sapevatelo *lancia maledizioni a voi sapete chi*), questa duologia è davvero meravigliosa: per lo stile, curato e ricco, che scorre fluido e avvolge il lettore nella narrazione; per i personaggi che vivono tra le sue pagine; per lo sguardo nuovo con cui poter osservare un mito; perché sì, perché se amate la mitologia, i retelling e i libri ben scritti, questo dittico fa proprio al caso vostro.


“Perché è la scelta che mi rende felice, quindi è la scelta giusta.”




Il mio voto

5 specchi

I romanzi dell'autrice:
L'Incanto di cenere
Regina di fiori e radici
Il Quarto Fato
Nati due volte I – L'età del bronzo e del miele
Nati due volte II – L'età del vino e del ferro

Angharad

2 commenti:

  1. Scema io che vengo a leggere avendo ancora il primo in tbr XD ho saltato la parte spoilerosa, ma la la voglia di lanciarmi su L'età del bronzo e del miele è aumentata tantissimo... solo che devo prima finire i libri che ho in lettura la momento, non posso iniziarne un altro >___<

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    1. Mi ero persa questo commento! *sbatte la testa contro il muro*
      In effetti sei stata un po' masochista a leggerla sapendo di non poter iniziare il primo, ma noi lettori non siamo creature sagge. u.u

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